Natale: come affrontare le festività con la Terapia Breve Centrata sulla Soluzione
Le festività natalizie sono spesso dipinte come un periodo di gioia, condivisione e armonia familiare. Ma la realtà per molte persone è diversa: il Natale può risvegliare ricordi dolorosi, aspettative non soddisfatte, distanze affettive, lutti o dinamiche familiari complesse che appesantiscono questo periodo.
In un contesto così carico di significati, la Terapia Breve Centrata sulla Soluzione (TBCS) offre una prospettiva innovativa e concreta: spostare l’attenzione dal problema alla soluzione, valorizzando le risorse personali e ciò che già funziona.
🎄 Quando il Natale riattiva emozioni difficili
Durante le feste è facile confrontarsi con:
- ricordi di chi non c’è più;
- separazioni o relazioni che sono cambiate nel tempo;
- solitudini non scelte;
- ritorni in dinamiche familiari rigide o giudicanti;
- domande che pungono o riaprono ferite (“Hai trovato lavoro?”, “Quando ti sistemi?”, “Quando avrai un bambino?”).
Anche chi è circondato da altre persone può sentirsi fuori posto, messo alla prova o emotivamente vulnerabile.
È proprio qui che la TBCS si rivela utile: permette di recuperare una nuova direzione, più funzionale e sostenibile.
La Terapia Breve Centrata sulla Soluzione: un modello orientato al cambiamento
Sviluppata negli anni ’80 da Steve de Shazer e Insoo Kim Berg, la TBCS rompe con i modelli psicoterapeutici tradizionali: non pone il problema al centro della scena, ma ciò che la persona desidera costruire.
Il presupposto fondamentale è chiaro e potente: ognuno possiede già risorse, competenze e capacità per cambiare prospettiva e avvicinarsi a ciò che desidera. Durante un periodo emotivamente denso come il Natale, questo approccio permette di ritrovare stabilità, agency e orientamento.
✨ Strategie della Terapia Breve Centrata sulla Soluzione per vivere con più serenità le feste
La TBCS si concentra sul presente e sul futuro: ciò che vuoi che accada e tutti quei piccoli passi che puoi compiere per avvicinarti alla versione più desiderata di te.
Ecco alcune manovre e tecniche utilizzate in terapia per affrontare le festività, la solitudine o le difficoltà familiari.
1. Partire dalle migliori aspettative: che cosa desideri davvero da queste feste?
Quando si vivono tensioni familiari, lutti o ricordi difficili è naturale concentrarsi su ciò che manca o su ciò che fa soffrire. Tuttavia, questo meccanismo mette in luce ciò che non funziona a discapito di ciò che sta funzionando o che potrebbe funzionare.
La TBCS apre invece ad una prospettiva diversa tramite una manovra specifica, chiedendo alla persona: “Quali sono le tue migliori aspettative per il periodo delle festività?”
Non si parla di un Natale perfetto, idealizzato o forzatamente felice. Ma di qualcosa di possibile, realistico e utile. Per esempio, potresti volere di…
- sentirti più stabile emotivamente;
- affrontare un pranzo di famiglia con tranquillità;
- concederti momenti di autenticità;
- fermarti quando ho bisogno di prendermi spazio;
- trovare un modo funzionale per ricordare chi non c’è più.
Partire dalle migliori aspettative significa orientarsi verso ciò che può sostenerti, non negando la sofferenza ma scegliendo una soluzione.
2. Il futuro desiderato: un Natale più sostenibile, non perfetto
La TBCS invita a immaginare concretamente come potresti vivere le feste in modo più gestibile.
Questo processo prende forma attraverso una manovra specifica e fortemente trasformativa: la Miracle Question:
“Immagina che questa notte, mentre stai dormendo, avvenga un miracolo e che le tue migliori aspettative si realizzino. Domani mattina al tuo risveglio, qual è la prima cosa che noti che ti farebbe capire che questo miracolo è avvenuto?”
Questa domanda serve a far emergere segnali concreti di cambiamento. Si tratta di far descrivere operativamente che cosa accadrebbe, come si sentirebbe e, ancora, cosa farebbe la persona, in uno scenario oltre il problema. La ricerca di dettagli in questo passaggio è fondamentale al fine di spingere in direzione del cambiamento.
Il futuro desiderato non è un Natale senza problemi, ma un Natale in cui muoversi con maggiore consapevolezza e autodeterminazione.
3. Le scale della TBCS: riconoscere i passi già fatti e individuare i prossimi
Uno degli strumenti più semplici e al tempo stesso più trasformativi della TBCS sono la scala del presente e la scala del progresso. Le scale permettono di scattare una foto dello stato attuale e di capire quali passi la persona hai già compiuto, anche inconsciamente, per risolvere il suo problema.
Si immagini una scala da 0 a 10, dove:
- 0 rappresenta in questo momento l’assenza totale dello scenario senza problema decritto in precedenza;
- 10 rappresenta la versione più sostenibile e desiderata del tuo modo di vivere il Natale.
Dove ti collochi oggi? Che cosa ti fa dire di essere sul quel numero della scala? Cosa noti di te? Inoltre, cosa ci sarebbe di diverso salendo di un gradino sulla scala? Cosa faresti di diverso? Quali differenze osserverebbero gli altri di te? Chi le noterebbe per primo?
L’utilizzo delle scale è propedeutico a mettere in luce ciò che stai già facendo per affrontare la situazione e ciò che potresti fare ancora di più per migliorarla. Mostrano con chiarezza che una parte del cambiamento è già iniziata, evidenziando le risorse che hai attivato spontaneamente. In questo modo il problema non viene analizzato all’infinito, ma trasformato in una possibile direzione, orientandosi verso la soluzione.
4. Complimenti e noticing: riconoscere ciò che stai già facendo e ciò che potrai fare
La fase conclusiva della TBCS è dedicata ai complimenti e al noticing, un passaggio fondamentale che spesso restituisce alla persona il senso di auto efficacia. Quando affrontiamo problematiche intense o dolorose, facciamo enormi sforzi per andare avanti, ma raramente vediamo le risorse che ci permettono di andare avanti. I complimenti ed i feedback restituiscono tutto questo offrendo una visione esterna ad una situazione vissuta soggettivamente come problematica. Inoltre, la persona viene accompagnata verso la prossima seduta con un compito di noticing, chiedendole si osservare in modo attento e dettagliato tutti quei piccoli segnali di cambiamento che le faranno dire di stare progredendo sulla scala, in direzione del futuro desiderato.
Conclusioni
Affrontare il Natale non significa costruire una festa perfetta o eliminare ciò che non va. Significa cambiare prospettiva: passare dal problema alla soluzione, accogliere ciò che c’è e orientarsi verso ciò che può aiutarti davvero.
La Terapia Breve Centrata sulla Soluzione ci ricorda che non servono grandi rivoluzioni per stare meglio.
A volte basta un solo passo, anche minimo, ma nella direzione giusta, una piccola spinta via per dare seguito ad un grande cambiamento.
A volte basta sfiorare l’acqua perché l’intero lago cambi forma.
Hai bisogno di supporto?
Se stai vivendo un momento difficile o senti che il periodo natalizio ti pesa, la terapia può aiutarti a ritrovare equilibrio e serenità.
📩 Contattami per una consulenza psicologica: insieme possiamo individuare strategie personalizzate e orientate alla soluzione per affrontare le feste con maggiore leggerezza, presenza e stabilità.

Dott.ssa Serena Troiano
Psicologa
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